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lug 30

Torino capofila nella ricerca sulla povertà dei bambini (Repubblica Torino)

repubblicaLa Compagnia di San Paolo coordina il Tfiey, il Forum transatlantico sull’incusività nei primi anni di vita: “L’Italia è indietro, possiamo contribuire a un cambio di passo”

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E’ uno degli effetti peggiori della lunga crisi economica, ma è anche piuttosto sottovalutato: la recessione sta impoverendo anche le famiglie con dei bambini piccoli. Eppure si tratta di un fenomeno che “ha effetti di lungo termine e comporta un maggiore rischio esclusione sociale per gli adulti di domani. Già a tre anni è rilevabile uno svantaggio nello sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei bambini provenienti da famiglie più disagiate e in assenza di interventi adeguati entro i 5 anni il divario aumenta ulteriormente”, come ha spiegato ieri il direttore della Fondazione Zancan di Padova Tiziano Vecchiato in audizione alla Commissione parlamentare Infanzia. Con lei c’era anche Marzia Sica della Compagnia di San Paolo di Torino che ha presentato il Tfiey, ossia il “Transatlantic Forum on Inclusive Early Years”.
E’ un’iniziativa coordinata in Italia dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito del suo ampio programma Prima Infanzia, e svolta in partenariato con le fondazioni Zancan, Cariplo, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e “Con il Sud”. Con questo progetto, racconta Marzia Sica, “possiamo contribuire a un cambio di passo, offrendo spazi di libero confronto, scambio e sperimentazione a operatori, dirigenti di servizi, accademici, decision e policy maker con l’obiettivo di trovare risposte integrate ai bisogni e ai diritti dei bambini e delle loro famiglie, per abbattere gli steccati tra servizi separati e non complementari tra loro”.
I confronti europei dimostrano, d’altro canto, che la disponibilità di servizi per la prima infanzia contribuisce notevolmente a ridurre la povertà dei bambini, ben oltre l’effetto dei trasferimenti economici. È questa una delle aree di approfondimento del Tfiey. “I servizi socioeducativi consentono la conciliazione famiglia/lavoro e facilitano lo sviluppo cognitivo e relazionale per i bambini, soprattutto per quelli che provengono da contesti familiari svantaggiati. Offrono inoltre possibilità di nuova occupazione”, sottolinea Vecchiato. Ma la realtà in Italia è un’altra: solo il 13,5% dei minori di due anni nell’anno scolastico 2011/2012 aveva accesso a servizi socioeducativi comunali, l’11,8% considerando i soli asili nido