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SISTEMI INTEGRATI E IDENTITÀ CULTURALI: “I PRIMI ANNI E I SERVIZI ALL’INFANZIA SONO PALESTRE DI OPPORTUNITÀ”

convegno TFIEYSi svolge oggi a Roma il terzo convegno annuale TFIEY, quest’anno dedicato al tema “Sistemi integrati e multilinguismo nei servizi per la prima infanzia” (fino alle ore 16.30, Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari, in via di Campo Marzio 74). Il convegno rappresenta l’occasione per sintetizzare i principali risultati del 2015 in materia di integrazione tra servizi, multilinguismo e identità culturali nella prima infanzia.

Dopo i saluti di Carlo Borgomeo (presidente di Fondazione CON IL SUD) e Vanna Iori (Commissione bicamerale Infanzia), si è aperta la sessione “Multilinguismo e sviluppo delle identità culturali”.”La presenza di ‘parlanti’ molte lingue nei contesti di vita non è esperienza culturale consueta nei paesi europei e soprattutto in Italia, dove si incontrano due o al massimo tre lingue. Questo è un fattore che ha contribuito all’assenza di un approccio educativo multilingue e al mancato sviluppo di una pedagogia multilingue – sottolinea Susanna Mantovani, docente dell’Università di Milano -. L’esperienza multilingue è invece occasione di sviluppo sociale, culturale e intellettuale per tutti i bambini e le bambine di oggi”. E aggiunge: “La familiarità e la buona disposizione verso le lingue richiede riconoscimento del ‘parlante’, della sua identità; interesse e curiosità per esplorare e confrontare le lingue, oggetti curiosi e complessi con i quali si può giocare; riflessione sulle lingue per sviluppare competenze meta linguistiche. I primi anni e i servizi all’infanzia sono finestre e palestre di opportunità e la formazione degli educatori,insegnanti e genitori è una sfida”.

In materia di sistemi integrati di servizi per la prima infanzia, al centro della seconda sessione della mattina, il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato sottolinea: “Nel progetto TFIEY la partecipazione delle famiglie è molto incoraggiata per poter condividere problemi e soluzioni. Chi li esprime li conosce e li vive più intensamente di qualunque altro. Ha quindi maggiori ragioni per affrontarli con pratiche collaborative, in un universo dove bisogni e responsabilità sono forze in concorso. Responsabilizzare, rendere, rigenerare è la sintassi elementare per un welfare che da assistenziale diventa generativo. La prima infanzia è l’ambiente migliore per capirlo e praticarlo”.

Annunziata Bartolomei, consigliere dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali, ha presentato i primi risultati della ricerca condotta dalla Fondazione Zancan nell’ambito del progetto TFIEY, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali. “I 258 questionari compilati da assistenti sociali che lavorano nei servizi per minorenni e famiglie esprimono l’esigenza di scelte profondamente diverse negli investimenti di risorse verso i servizi dedicati alla prima infanzia – evidenzia -: le azioni ritenute più efficaci sono infatti quelle rivolte alla prevenzione, dedicate alla promozione di opportunità (nel lavoro, per l’abitare, per il sostegno delle responsabilità familiari, ecc.) che favoriscano l’inclusione dei bambini e delle loro famiglie secondo un approccio integrato; orientate a fornire servizi rivolti alla prima infanzia in grado di garantire a tutti i bambini una crescita armonica e globale, non solo protezione primaria”.
A riassumere stimoli, spunti ed esperienze nati dal Transatlantic forum è Jan Peeters del VBJK Centre for Innovation in the Early Years (Ghent, Belgio): “Il dibattito nel Transatlantic Forum on Inclusive Early Years tra ricercatori provenienti da diversi contesti e politici da vari settori sono stati un’esperienza molto interessante. Ogni forum ha funzionato come un vero e proprio luogo di incontro, caratterizzato da un dialogo aperto tra tutti i partecipanti che raramente ho sperimentato. Organizzare questo Forum è stata una delle esperienze più affascinanti che ho fatto nella mia lunga carriera nel campo dei servizi per la prima infanzia”.

 

LE ESPERIENZE SELEZIONATE.

Nel corso del convegno sono state presentate alcune delle esperienze più significative selezionate a seguito di una Call for innovation.

 

Noi parliamo tante lingue- Comune di Torino

Il programma di azioni pluriennali si articola in diverse attività:

– percorso di formazione rivolto al personale educativo per approfondire gli aspetti più pedagogici;

– elaborazione della lettera documento “Crescere con le lingue. Come aiutare i bambini ad apprendere la lingua materna e l’italiano“. Si tratta di un testo nato per essere strumento di maturazione comune per genitori ed educatori. Invita i genitori stranieri al mantenimento della lingua madre e i genitori italiani a sostenere la crescita dei loro bambini in un mondo sempre più multilingue;

– progetto “Io parlo tante lingue“: ha coinvolto insegnanti, educatori e responsabili di circolo didattico in un percorso di ricerca-azione, ha attivato riflessioni ed esperienze con i bambini, coinvolti in attività espressive per esplorare la propria sfera emotiva e affettiva legata alle proprie lingue, quella di origine e quella adottiva;

-consolidamento italiano L2per i bambini stranieri dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia;

progetto lingue: attività di avvicinamento alla lingua inglese con approccio ludico e attività incentrate sul versante motorio, gestuale e ritmico.

 

Laboratorio di potenziamento linguistico in un gruppo di minori multietnici – Centro di riabilitazione culturale “La nostra famiglia”(Varese)

Il laboratorio ha coinvolto minori appartenenti ad diverse etnie e ha costruito sulla fiaba l’epicentro di una nuova strada di comunicazione e incontro. Ai genitori immigrati è stato chiesto di partecipare raccontando una favola del proprio paese per consegnarla ai figli.

I destinatari del laboratorio sono stati 7 bambini stranieri con diagnosi ICD-10 (ritardo mentale lieve, livello cognitivo borderline, disturbo del linguaggio espressivo e della comprensione, disturbo del linguaggio in compresenza di ritardo cognitivo).

Lo strumento guida è stata la fiaba “I tre porcellini”, cornice entro la quale sono state proposte attività di comprensione, rielaborazione orale, riordino di sequenze, costruzione dei personaggi della storia per favorire le abilità linguistiche. I genitori sono stati coinvolti in incontri di gruppo per condividere l’importanza della loro lingua d’origine e delle loro radici.

 

Sistema integrato di servizi in rete per la prima infanzia  – Comune di Bassano del Grappa

Il sistema integrato di servizi di Bassano del Grappa ha come punto di riferimento gli asili nido comunali e il centro infanzia Rondò Brenta, una nuova struttura pensata per essere a misura dei bambini, delle famiglie e delle necessità del territorio. Diversi progetti sono stati attivati, come “Incontriamoci nei nidi”, che si propone di mettere a disposizione tempi e spazi di socializzazione ai bambini fino al 3 anni; “ponte continuità con le scuole dell’infanzia”; “Biblioteca al nido”; “Scambiamondo”; progetto ricerca “Investire sull’infanzia”.

Poiché il territorio bassanese è particolarmente ricco di servizi per la prima infanzia è stato anche realizzato un tavolo di coordinamento dei servizi pubblici e privati 0-3 anni, per promuovere forme di aggregazione tra soggetti gestori, pubblici e privato.