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Servizi all’infanzia: la sfida dell’integrazione un seminario a Roma nell’ambito del progetto TFIEY

Superare le integrazioni autoreferenziali, lunghe e inconcludenti, sviluppare nei servizi un approccio basato su una visione olistica del bambino e delle sue relazioni, utilizzare tutti gli strumenti tecnici e amministrativi, anche innovativi, per rendere flessibili le soluzioni adottate dalle amministrazioni. Sono questi i messaggi che stanno emergendo dal seminario TFIEY sul tema “Sistemi integrati: nuove frontiere per i servizi all’infanzia” in corso, ieri e oggi, presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati a Roma.

Continuano così le attività del forum transatlantico TFIEY dedicato all’infanzia, coordinato in Italia dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con Fondazione Emanuela Zancan, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione CON IL SUD. Obiettivo del progetto è di costruire una rete, un tavolo di discussione permanente, per riunire e far dialogare autorità pubbliche nazionali e locali, operatori, professionisti del terzo settore, ricercatori, magistrati, giornalisti, educatori e opinion leader, alla ricerca di soluzioni e pratiche condivise a difesa dell’infanzia.

“Mai quanto oggi la politica si trova di fronte alla necessità di fare scelte che assicurino al paese un futuro – ha affermato l’on. Sandra Zampa, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza -. Mai quanto oggi è chiamata a mettere mano alla piaga delle diseguaglianze e delle opportunità che, per alcuni, sembrano davvero negate. Non credo sia accettabile che tra loro vi siano bambine, bambini e adolescenti a meno che il nostro Paese non sia determinato a ‘suicidarsi’. Eppure sta avvenendo, come ormai tutti gli indicatori e le ricerche confermano: da ultimo anche l’indagine conoscitiva sulla povertà minorile condotta dalla Commissione bicamerale infanzia e adolescenza che, di recente, ha approvato un allarmante documento conclusivo con dati da brivido sia in materia di povertà materiale che educativa. Una doppia deprivazione che segna il presente ma anche il futuro dei minori: vivere in una condizione di povertà educativa significa avere ben scarse possibilità di uscire da quella materiale. Poche risorse, molteplicità di problemi. Ecco perché oggi abbiamo necessità di investire su un sistema integrato di servizi per l’infanzia. Ecco perché, anche oggi emerge la pressante richiesta al Governo di mettere in atto un piano di investimento straordinario per l’infanzia. La Bicamerale e il Parlamento attendono il Piano per l’infanzia e l’adolescenza di cui l’Italia è priva da anni nonostante la previsione di sua cadenza biennale. Il Governo lo presenti al più presto e assuma l’impegno a dare risposte da troppo tempo attese”.

“La prima infanzia è un terreno di tutti e di nessuno – ha sottolineato il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato -. È di tutti quando parlarne rappresenta un modo per alimentare la speranza ma anche per evitarla con auspici, dichiarazioni, attestazioni di valore a cui non fanno seguito le pratiche necessarie. È di nessuno quando il vuoto di iniziativa e di responsabilità ci mette davanti una realtà meno generosa, più cruda, reale. Gli indici di deprivazione, di accesso inadeguato, di disuguaglianza, descrivono dei deficit profondi di umanità e di capacità sociale e politica di affrontare in modo adeguato queste sfide. Un modo per giustificarsi è dire che i problemi sono troppo grandi, sovrastano le singole capacità, le singole fonti di risorse. Proprio per questo è necessario ripartire in modo diverso, facendo di capacità limitate e settoriali la ragione sfidante per ridurre questo dislivello, con tutta la forza disponibile, da portare a concorso al risultato, valorizzando tutte le capacità a disposizione”.

“L’integrazione serve a questo – ha aggiunto Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo -, a superare ostacoli più grandi di ogni parte interessata, a configurare risorse in modo inedito e finalizzato alla natura dei problemi, a non subire le difficoltà ma a farne parete di roccia da superare grazie anche alla sua forza, la forza che ogni problema mette a disposizione”.