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dic 01

Povertà infantile: “Servizi all’infanzia soluzione per contrastarla”

Secondo i dati più recenti, il numero di minori in povertà assoluta è andato costantemente aumentando negli ultimi anni. L’Istat stima sia raddoppiato tra il 2011 (723 mila bambini e ragazzi) e il 2013 (1 milione 434 mila). Inoltre, nel 2013 il 27,9% dei bambini italiani fino a 6 anni (oltre uno su quattro) era a rischio di povertà o esclusione sociale.


A fronte di questo quadro problematico, prosegue anche nel 2014 l’impegno della Fondazione Zancan nel trovare soluzioni innovative per la prima infanzia nell’ambito del progetto Tfiey (Transatlantic Forum on Inclusive Early Years) coordinato dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione CON IL SUD. Il progetto – al suo secondo anno – intende portare all’attenzione degli amministratori, degli operatori e delle comunità locali la questione dei “servizi per la prima infanzia”: ne hanno bisogno soprattutto i bambini in condizioni di povertà e disagio. La prossima iniziativa Tfiey si svolgerà a Napoli, il 3 dicembre: “Orientarsi nei servizi per l’infanzia, innovarli, valutarli. Con i genitori” (Basilica di San Gennaro extra moenia, ore 9.30-17).
” L’infanzia è maggiormente a rischio quando c’è deprivazione, dipendenza e quando gli adulti non sono in grado di fare i genitori -ha spiegato il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato -. Il problema va affrontato con molta attenzione, ci vuole un grande sforzo collettivo per aiutare questi bambini e sostenere le loro famiglie”. Da qui l’impegno nell’ambito del progetto TFIEY, che ha l’ambizioso obiettivo di costruire un network italiano di persone impegnate nella cura e nell’educazione della prima infanzia e nella prevenzione della povertà infantile. La sfida è di riuscire a costruire una rete, un tavolo di discussione permanente, per riunire e far dialogare tra loro autorità pubbliche nazionali e locali, operatori, professionisti del terzo settore, ricercatori, magistrati, giornalisti, educatori e opinion leader, alla ricerca di soluzioni e pratiche condivise a difesa dell’infanzia. Raccolte di dati e buone pratiche, divulgazione di raccomandazioni, seminari periodici e studi ad hoc sono gli strumenti con cui il progetto vuole creare una coscienza condivisa per quanto riguarda il benessere dell’infanzia.
“L’investimento nei primi anni di vita ha effetti molto positivi, soprattutto verso bambini in contesti svantaggiati, provenienti ad esempio da famiglie in difficoltà economiche o immigrate – avverte Marzia Sica della Compagnia di San Paolo -. Un euro investito nella prima infanzia viene trasformato, secondo molti studi, in sette euro di rendita, un investimento sul futuro”.