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nov 10

Mordeglia: «Più adozioni se il governo investirà in politiche familiari»

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Silvana Mordeglia, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, secondo l’ultimo rapporto sui diritti dell’infanzia c’è in Italia la propensione ad affidare bambini a case famiglia o similari anziché – ad esempio in caso di indigenza – mantenere il minore in famiglia e prevedere un sussidio per la stessa o affidarlo ad altri familiari disponibili.

«Come assistenti sociali lavoriamo per una inversione di tendenza che si potrà verificare solo se il governo investirà sul futuro impegnando risorse in politiche rivolte alle famiglie potenziando l’offerta e l’accessibilità a servizi socio-educativi, il supporto alle competenze genitoriali e gli interventi economici a favore di famiglie povere. Situazioni di povertà o indigenza non rappresentano mai motivo di allontanamento di minori dalla famiglia».

Cosa succede quando è assodato che l’assistente sociale sbaglia?

«Come previsto dal nostro codice deontologico, si esperisce ogni tentativo per rimediare all’eventuale errore. Oltre ai percorsi giurisdizionali, esiste la possibilità che coloro che si sentono danneggiati o lo stesso Ordine effettuino una segnalazione per l’apertura di un procedimento disciplinare».

Un’altra tendenza in Italia è protrarre gli affidamenti oltre i 24 mesi previsti dalla legge per poi giustificare l’adozione dei minori. È vero questo?

«Lo stato di adottabilità non ha collegamenti con il tempo di permanenza di un minore al di fuori del nucleo familiare; è decretato dal tribunale quando esiste uno stato di abbandono del minore da parte dei genitori e dei parenti. Quando esiste un rapporto affettivo ed educativo nessun minore può essere adottato».

Fonte: Iltempo.it