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apr 18

L’accesso ai servizi per l’infanzia (Idee condivise 1)

IdeeCondivise1-13Chiedersi cosa significa accesso ai servizi della prima infanzia significa porsi non poche domande: chi accede, perché alcuni bambini e non altri bambini, quali barriere impediscono ai più poveri, come si potrebbero ridurre o abbattere? Chi decide i criteri di accesso e a che titolo? Sono livelli di assistenza o soltanto forme di regolazione della contribuzione ai costi? Perché il problema dell’accesso non viene affrontato con maggiore determinazione viste le grandi disuguaglianze che lo caratterizzano? Cosa può fare la differenza: l’integrazione dell’offerta pubblica con quella privata, una minore regolamentazione, una più sistematica valutazione dei costi sociali che le attuali disfunzioni producono, penalizzando i bambini più piccoli?

Si tratta di domande tecniche, ma anche politiche ed etiche. Non considerarle significa tenerle lontano dalla responsabilità e dalla coscienza di chi invece dovrebbe affrontarle. Le abbiamo concentrate prima in un lavoro di analisi preliminare (“Bambini poveri: chi sono, cosa chiedono, cosa ricevono”), poi in un seminario di ricerca che si è svolto a Torino nel gennaio 2013 sul tema “L’accesso ai servizi per l’infanzia” e adesso in questo quaderno. Il risultato è una analisi multilivello, guardando anzitutto i problemi dal livello nazionale, grazie ai contributi del Dipartimento delle politiche per la famiglia, del Garante dell’infanzia, di Save the Children, cioè di centri di responsabilità che a diverso titolo (istituzionale, di impegno sociale, di volontariato) si misurano con i problemi.

 

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Collana “Idee condivise”