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set 04

Infanzia, con il progetto Tfiey l’Italia che innova (Vita.it)

vitaViene presentata oggi, secondo giorno dei lavori della 13esima conferenza della Eusarf (European Scientific Association on Residential and Family Care for Children and Adolescents) in corso a Copenaghen fino a domani 5 settembre, l’applicazione italiana del progetto Tfiey (Transatlantic Forum on Inclusive Early Years), coordinato in Italia dalla Compagnia di San Paolo in partenariato con Fondazione Zancan, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Fondazione Con il Sud.

“Fare la differenza”: è questa la sfida lanciata dalla conferenza di Copenaghen. Una sfida raccolta con passione dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova, da sempre attenta ai processi di innovazione delle politiche sociali. Tanto che i promotori della conferenza internazionale hanno voluto il centro studi padovano protagonista dell’evento con tre presentazioni di altrettanti progetti innovativi.

L’obiettivo del progetto Tfiey è di individuare politiche, strategie e pratiche innovative rivolte alla tutela della prima infanzia (in particolare per i bambini in famiglie a basso reddito, immigrati o che non hanno il necessario per crescere bene), coinvolgendo gli attori a vario titolo coinvolti  nella tutela dell’infanzia:autorità pubbliche (nazionali e locali), operatori, Terzo settore, ricercatori, magistrati, giornalisti, educatori e opinion leader.

«L’Italia sul fronte dei servizi all’infanzia vive una condizione di profonda frammentazione» spiegano Marzia Sica della Compagnia di San Paolo e Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan. «I dati riferiscono di differenze non giustificabili in merito all’organizzazione dei servizi, all’allocazione delle risorse, agli interventi messi in atto e alla capacità di rispondere ai bisogni di questa particolare fascia d’età».
In Italia negli ultimi anni il numero di minori in povertà assoluta è aumentato costantemente, passando da 723 mila nel 2011, a 1 milione e 58 mila nel 2012, per arrivare a 1 milione e 434 mila nel 2013. Le differenze tra aree del paese sono particolarmente evidenti considerando i minori in condizioni di povertà relativa: la forbice va dal 5,5% del Veneto al 42,3% della Sicilia. Dai dati Eurostat emerge inoltre che nel 2012 tra i bambini fino a 6 anni quasi uno su tre (31,9%) era a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia, contro poco meno del 26% della media europea. Inoltre, da tenere presente che la quota di spesa per la protezione sociale destinata a bambini e famiglia in Italia è inferiore rispetto alla media europea. Nel 2010 era pari mediamente all’8% sia nella Ue15 sia nella Ue27, mentre in Italia era pari al 4,6%. La spesa per trasferimenti e servizi a bambini e famiglie in Italia era l’1,3% del Pil (0,7% trasferimenti e 0,6% servizi), contro il 2,3% del Pil (1,5% trasferimenti e 0,8% servizi) in Europa.

È proprio in un contesto internazionale che si può portare l’esperienza che sta attuando il progetto Tfiey in Italia: a partire da uno spazio di confronto e dibattito ha la possibilità di presentare i risultati ottenuti a livello nazionale e locale nell’area della prima infanzia, mettendoli anche a confronto con esperienze di altri Paesi.

 

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