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lug 23

“Identità, multilinguismo e multiculturalità”, on line il Quaderno 6

quaderno 6Identità, multilinguismo, multiculturalità sono modi, in parte contradditori, per considerare i problemi di un mondo che cambia. Se non affrontati sono loro ad “affrontarti”, in modi cruenti e innaturali. Con l’idea di identità si è portati a pensare a copie di un originale che si riproduce in ogni residente. Il multilinguismo ci chiama altrove, verso una multiculturalità che è ben oltre la portata di chi custodisce se stesso come un archivio, una lingua, una storia, con tanto passato e poco futuro.

Risalendo nel tempo si perdono le tracce di chi oggi si crede depositario dell’identità, della lingua e cultura del proprio territorio. Rivendica il suo posto in una terra che domani non sarà più sua. Non basta quello che già possiede e si attribuisce il privilegio di esserne figlio legittimo, con una logica proprietaria, che sopravvive tenacemente dopo che nel Novecento i sudditi sono diventati cittadini e i cittadini hanno creato nuove coesistenze, dentro nuove terre da abitare e condividere. Come spiegarlo ai bambini? Non si contendono la terra, ma cose più semplici, portabili, umane, oggetti con cui giocare. È impossibile spiegare alle giovani vite che l’identità non è marcatura biologica, etnica, culturale, per separare i residenti dai non residenti. È difficile spiegare che la lingua parlata non è solo per chi la sa usare, visto che è possibilità di comunicare, apprendere, inventare. È difficile spiegare loro che la cultura non è quello che si sa, ma quello che si è.

Da bambini non è difficile capirlo, senza fermarsi al colore di chi ha anche nome, capacità, sentimenti e molto altro da condividere, nel gioco della fraternità umana, crescendo insieme. Diventa così più facile imparare a esprimersi in tanti modi, che possono diventare lingue parlate, lingue dei segni, dei suoni, dei colori. L’arte li sa gestire meglio di qualunque altra espressione umana. Per questo la distanza tra arte e cultura non c’è se diventa messaggio di umanità.

Il passaggio da multilinguismo a multiculturalità è ardito, visto che parlare tante lingue non significa ancora pensare in tanti modi, in tante culture. Le culture sono quello che questa parola esprime, in modo profondo: “culture”, ambienti coltivati creativi, che esprimono il senso della vita, quello in cui si crede e le speranze che prefigurano futuri di nuove socialità.

I bambini e ragazzi “mentre crescono sono”, diventano grandi e non lo sono ancora. È importante per loro vivere questa tensione mentre il presente e il futuro possono coesistere, tenersi per mano. Nelle attese dei genitori spesso prevale quello che si aspettano. Ma può diventare un limite quando è pressione identitaria cioè ostacolo ad una nuova vita multiculturale.

Le trappole dell’identità possono infatti diventare costrizione, soprattutto oggi, dopo che “vivere tra diversi” è diventato la norma e non più un’eccezione.

Abbiamo messo a tema queste preoccupazioni e potenzialità, per imparare a riconoscerle, approfondirle, trasformarle in qualcosa di nuovo. È uno sforzo necessario, per fare spazio all’umanità che cresce. Ha bisogno di vivere fino in fondo l’equilibrio tra “well-being” e well-becoming”.

Per questo abbiamo cercato di definire il problema e di riportarlo a dimensioni attuali, con quel tanto di autocritica necessaria per evitare i rischi del sapere che si riproduce sempre uguale a se stesso. Abbiamo anche cercato di capire se e come le istituzioni, in particolare quelle regionali, si sono poste queste domande, che risposte si sono date, come le mettono a disposizione dei residenti e non residenti.

Negli ultimi decenni la ricerca non è stata inerte e ha affrontato con impegno i temi della cittadinanza, dell’abitanza, dei conflitti che si concentrano intorno alle differenze umane e sociali. I servizi 0-6 sono un concentrato di tutto questo, al punto che non serve descrivere e spiegare quello che già dicono i volti delle lingue e culture che coesistono in spazi accoglienti di nuova umanità. L’ascolto e l’osservazione sono quindi passi necessari, per imparare a camminare, per scoprire mondi possibili, oggi nascosti dai pregiudizi ma ricchi di potenzialità.

 

Il quaderno è scaricabile gratuitamente qui.